"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Un tg ...franco | IL GUARDONE ROMANO

IL GUARDONE ROMANO

"Dobbiamo essere pratici, vedere il mondo nella sua giusta luce, coi suoi pregî e i suoi difetti. Non dobbiamo temerlo, ma conquistarlo con l’intelligenza, e non esserne schiavi. La nostra concezione di Dio deriva dall’antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi. Non ha rispetto di sé stesso chi si disprezza e si definisce miserabile peccatore. Dobbiamo aver fiducia in noi stessi, e guardare il mondo con sicurezza. Dobbiamo rendere questo mondo il migliore possibile, e se non è proprio come lo desideriamo, sarà sempre migliore di come ce lo hanno ridotto. Un mondo migliore richiede sapere, bontà e coraggio. Non bisogna rimpiangere il passato o soffocare la libera intelligenza con idee che uomini ignoranti ci hanno propinato per secoli. Occorre sperare nell’avvenire, e non voltarsi a guardare a cose ormai morte, che, confidiamo, non rivivranno più in un mondo creato dalla nostra intelligenza" (Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, 1927).

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Uno qualunque tra le migliaia di laureati in Scienze Politiche che sforna l'università Sapienza di Roma. Adesso, paradossalmente ma non troppo, studia più di prima.

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sabato, 27 ottobre 2007

Un tg ...franco

   Ormai quando vedo i telegiornali succede spesso che mi salga una certa indignazione; questo perché ti rendi conto di come consapevolmente i tg delle principali reti nazionali non facciano altro che diffondere una vera e propria disinformatjia sistematica – che rientra in una vera e propria strategia mediatica e culturale – per quanto riguarda la religione. Il problema è che, nella situazione culturale (si fa per dire) e sociale del nostro paese, è molto difficile uscire da questo circolo vizioso propagandistico. Forse è ora che la componente laica reclami una parità di trattamento e spazi equi e garantiti sulle televisioni pubbliche, specie nei programmi informativi, dato che paga le tasse proprio come tutti gli altri e riceve in cambio il nulla o quasi, mentre non si fa altro che spingere sempre più avanti la propaganda clericale.

   Tra le altre cose abbiamo: esaltazione tra l’acritico e l’estatico della fede, della Chiesa, dei santi, con connesso martellamento costante (Goebbels docet) anche con forme subdole e popolaresche come gli sceneggiati (anzi, le fiction, dato l’argomento); trattamento superficiale o distorto della laicità, della scienza e del modo di pensare non religioso; diffusione unidirezionale di notizie inerenti “attacchi” alla religione – anche se insignificanti – cui fa da contraltare il completo occultamento di quelle riguardanti le discriminazioni fomentate dalle religioni e simili; revisionismo storico.

   Interessante, per quanto riguarda quest’ultimo carattere, il trattamento riservato dai Tg2 di questa sera sulla beatificazione di domani di quasi 500 “martiri” uccisi negli anni Trenta in Spagna (tra l’altro, ironia della sorte o scelta voluta, domani si “festeggia” anche la marcia su Roma – della serie: due piccioni con una fava).

   La strategia mediatica “di base” consiste sostanzialmente nel creare una cappa fumogena di vaghezza, in cui inserire informazioni che colpiscano – soprattutto a livello emozionale. La necessità di rendere “veloce” il servizio diventa un ottimo paravento per la disinformatjia clericaleggiante, perché permette di occultare buona parte delle informazioni.

   La beatificazione di massa sarà una corposa occasione turistica, ma a parte ciò il problema è che questa scelta – come altre – ha dei significati prima di tutto simbolici che non possiamo non cogliere: mentre ad esempio Zapatero in Spagna propone leggi "della memoria" contro il franchismo (sapete com’è, oggi c’è la democrazia…) e va avanti con una legislazione laica che colpisce il monopolio cattolico, il Vaticano decide di santificare una serie di "martiri" uccisi dai crudelissimi repubblicani-anarchici-comunisti-laicisti-atei spagnoli (il servizio azzarda persino “satanisti”!).

   Tra gli aneddoti strappalacrime, abbiamo il caso di uno degli uccisi che perdonando il plotone d’esecuzione prende una pallottola che gli trapassa proprio la mano benedicente. Dopo che, come succede di solito, si era accennato di sfuggita alla questione che “alcuni” – i soliti ateacci in malafede, altroché – ritenevano che la scelta di questa beatificazione avesse dei chiari risvolti politici contro Zapatero, una delegata clericale d’apparato è lì a tranquillizzare l’opinione pubblica che questa occasione è “per la Spagna” (ovvero “per” il paese che a maggioranza aveva votato proprio il governo Zapatero) e che il governo odierno osa andare contro la Chiesa, addirittura la “attacca” – come se fare delle leggi che permettano anche a chi non segue i dettami della Chiesa di avere delle possibilità e dei diritti sia un delitto imperdonabile. Insomma, non si tratta affatto di uno spot contro le forze laiche spagnole. È interessante notare come spessissimo i tg clericalizzati portino in maniera superficiale e ben controllata opinioni contrarie alla tesi propagandata – spesso sotto forma di anonime e brevi domande retoriche fatte dalla stessa voce fuori campo, senza alcun approfondimento – con lo scopo evidente di controbatterle in maniera ampia (avendo a disposizione molto più tempo, mezzi, propagandisti).

   Facciamo quindi delle precisazioni sulla guerra civile spagnola, dato che il tg in questione è stato abbastanza incompleto (non voglio nemmeno immaginare quanto incompleti saranno quelli di domani, in piena estasi beatificatoria). Ovviamente non si dice una parola sui repubblicani uccisi in maniera ugualmente efferata dai cattolicissimi franchisti (parecchie centinaia di migliaia, anche dopo la guerra): forse perché i morti cristiani sono "più" morti degli altri... L'unico messaggio che passa è che i repubblicani andavano in giro a dar fuoco alle chiese, a violentare suore, a uccidere preti e così via... e sotto sotto che gli eredi di questi siano i rappresentanti odierni della sinistra spagnola. E infatti, come ciliegina sulla torta del servizio, appare lo storico Franco Cardini (manco a dirlo, di “ispirazione” cattolica), che – ovviamente nel modo tipico che alterna sofisma a indoramento della pillola – ci conferma proprio la superiore dignità dei “martiri”, più “martiri” di altri dato che sono morti per il Cristo (della serie autoreferenzialità a go go), ricordandoci con la sottile e compiaciuta retorica splatter come la storia della Chiesa sia santificata proprio da questi martiri, fin dagli inizi della sua storia. Ci sarebbe un’altra lunga digressione da fare – perché alla disinformatjia si aggiunge disinformatjia – dato che il numero dei “martiri” in generale va parecchio ridimensionato, essendo stato gonfiato (fin dagli inizi del cristianesimo, appunto), proprio per strumentalizzare i morti a fini apologetici, con storie evidentemente assurde; e inoltre perché – chissà come mai – si parla ben poco dei non cristiani massacrati da cristiani, indulgendo invece sui cristiani “macellati” (come ama dire ad esempio Socci, nei suoi exploit).

   La questione non è che questi martiri se lo siano “meritato”, quanto chiedersi quale era il ruolo della Chiesa durante la rivolta franchista e il franchismo, cosa di cui non si è parlato affatto. Siamo sicuri che il clero fosse estraneo al conflitto? Che molti monasteri e simili non funzionassero come centri militari "informali" (stoccaggio e smistamento di armi, reclutamento, raccolta, occultamento di franchisti, propaganda ideologica, azioni di disturbo o di collaborazionismo in un contesto di guerra civile), come è stato effettivamente riscontrato in certi casi? Tra l'altro, ho letto in giro su internet che uno dei beatificati sarebbe stato effettivamente un torturatore franchista. Sarebbe interessante, per chiarezza, vedere che cosa facevano gli altri "martiri" prima di essere uccisi.

   In sostanza, la Chiesa collaborò fattivamente con i militari in rivolta – appoggiati da Italia fascista e Germania nazista – contro il governo repubblicano che aveva preso misure laiche. Chiaramente, nel contesto di guerra civile, ci furono episodi efferati, ma bisognerebbe anche avere l’onestà intellettuale di spiegare che essi furono perpetrati da entrambe le parti, anzi, che da parte franchista i massacri furono ben più pesanti (anche grazie all’appoggio della Chiesa, appunto) e che nelle zone repubblicane, dopo una fase di vuoto di potere in cui si confondevano vendette private, uccisioni di innocenti e punizioni a traditori e collaborazionisti col nemico, dopo qualche tempo la situazione si fece più tranquilla. Non si tratta di mostrare indulgenza totale per i repubblicani – che commisero pure le loro efferatezze – ma di ricordarsi che i primi lottavano contro il fascismo e per la libertà, mentre i franchisti e la Chiesa nel complesso (anche i religiosi inconsapevoli) lottavano contro, per un sistema autoritario o addirittura totalitario, più vicino al fascismo e al nazismo (che appunto si impose subito dopo la guerra). Come per la questione partigiani/fascisti, non vorrei che dalla denuncia dei massacri compiuti si passasse alla condanna totale: perché, è bene sempre ricordarlo, oggi siamo in un contesto democratico anche perché tanta gente ha lottato per questo, mentre se avessero vinto gli “altri” (che allo stesso modo hanno compiuto le loro efferatezze), ci sarebbe una dittatura. Volenti o nolenti, non possiamo mettere repubblicani e franchisti sullo stesso piano.

   Tutto questo per dire che citare strumentalmente qualche migliaio di morti solo perché religiosi e “innocenti” è fortemente scorretto, se si pretende di ignorare il contesto della guerra, la politica repressiva attuata dai catto-fascisti, i tanti “martiri” che dall’altra parte hanno subito lo stesso trattamento (e qui torniamo alle domande insidiose sui beatificati: in che misura sono “innocenti”? Cosa hanno fatto per essere uccisi? Ma sappiamo che, ancora una volta, la beatificazione spargerà un bel velo di silenzi su tutte queste domande, perché su santi – e beati – non si discute e il coraggio dei tg, in questi casi, è pari a zero).

   Cito un po' di informazioni tratte da Con Dio e con il Fuhrer (Napoli, Tullio Pironti Editore, 1997) di K. Deschner sulla guerra civile spagnola. Nell'insieme dei territori dei "rossi" fino allo scoppiare della rivolta, afferma il cardinale primate sull'Osservatore Romano, ci sarebbero stati in tutto 15.000 sacerdoti: contrariamente all'apologetica martirologica (che si sa come gonfi le cifre, fino a parlare di 16.750 preti morti), lui stesso afferma che scomparvero 4.184 ecclesiastici, di cui 12 vescovi, 2365 frati e 283 suore. Lo stesso Franco fece fucilare molti preti (tra cui 400 - forse - chierici baschi, ritenuti fedeli al governo repubblicano). (p. 93) P. Preston, autore de La guerra civile spagnola, cita uno studio di padre Antonio Montero, che parla di 6.832 religiosi uccisi, e scrive che la Chiesa "si era attirata l'odio popolare per i suoi tradizionali legami con la destra e per la legittimazione che aveva apertamente offerto all'insurrezione militare". 

   Torniamo a Deschner: "come afferma anche José Bergamin, uno scrittore cattolico, prima della rivolta di luglio in Spagna non venne assassinato neanche un prete o un monaco. Si cominciò ad eliminarli considerandoli fascisti o guerriglieri solo quando il clero, per ordini dall'alto, intervenne a favore dei militari, contro il governo" (p. 93-4)

   Bergamin stesso scrive: "nessuno di loro, neanche uno, è morto per Cristo. Essi morivano per Franco. Li si può considerare eroi nazionalisti, vittime politiche ma non martiri" (p. 94)

   L'Osservatore Romano incita: "questa battaglia è una crociata di gente per bene che non intende sollevarsi contro le autorità, ma opporsi al crimine e alla barbarie. Restare in disparte è peccato, addurre un qualsiasi pretesto per non intervenire è ingiusto, arrendersi è un crimine e il crimine non può trionfare, le virtù non possono essere disconosciute"; poi il 20 novembre 1937 scrive: "tutti i cittadini onesti dovrranno essere uniti, senza badare alla diversità di opinioni, per poter realizzare quel progetto comune che mira a scacciare dal paese i nuovi barbari senza Dio e senza patria, quali che siano le conseguenze che ciò comporta" (p. 94)

   Lettres de Rome elenca tutti i comunicati antisovietici del papa durante la guerra civile spagnola (editore il gesuita Ledit). La Chiesa organizza congressi anticomunisti da lei finanziati per fomentare la lotta (Congresso del Cristo Re del 1937 a Poznan; della Commissione Internazionale Pro Deo a Ginevra, quello di Lisieux - dove va Pacelli, cardinale legato -, quello del Cristo Re di Laibach nel 1938 e quello eucaristico di Budapest - presente Pacelli): tutto per promuovere le teorie anticomuniste di Pio XI nell'enciclica Divini Redemptoris (19 marzo 37).

   Nei discorsi il papa accusa sempre il governo spagnolo repubblicano e difende i golpisti. Nell'estate del 1938 rifiuta la proposta avanzata dal governo francese e da quello britannico di aderire ad una azione di protesta contro il bombardamento dei civili, ma ringrazia Franco per un telegramma ricevuto, rallegrandosi che: "sentir pulsare nel messaggio di Sua Eccellenza il consueto spirito della Spagna cattolica" e mandando "dal profondo del cuore, la benedizione apostolica, quale pegno della grazia divina" (p. 95).

   Nel settembre del 1936 Franco reintroduce nelle scuole la lezione di religione, la preghiera prima e dopo le lezioni, l'obbligo di recarsi a messa insieme agli insegnanti nei giorni festivi e di domenica, le immagini di santi, cristi e madonne; chiese, alloggi vescovili e sacerdotali e impianti da loro gestiti vennero esentati dal pagamento dell'imposta fondiaria. Nel maggio del 39 vengono riabilitati i gesuiti e gli vennero restituiti i beni. Il 2 febbraio del 1939 tutti gli Ordini acquistarono status giuridico. Insomma, viene clericalizzata l’intera società spagnola, fenomeno dal quale si sta cominciando ad uscire solo questi ultimi decenni – e capisco anche perché in Spagna ci sia una certa dose di risentimento.

   Il 10 febbraio 1939 muore Pio XI. Il primo aprile del 1939 Pio XII si congratula con Franco: "alzando i nostri cuori a Dio, ci rallegriamo con Sua Eccellenza per la vittoria riportata e a lungo sospirata da tutti i cattolici. Nutriamo la speranza che il Suo Paese, una volta riacquistata la pace, possa riallacciarsi con rinnovato vigore all'antica tradizione cristiana" (96)

   A me sembra quindi che tale scelta di beatificazione apparentemente solo religiosa o "pietistica" rientri invece in un disegno di revisionismo storico che contribuisce a denigrare l'antifascismo in generale e che, cosa peggiore, strumentalizza i morti.
   A proposito, da qui potete scaricare un volantino informativo redatto da "No Vat" sulla beatificazione.


Commenti
#1   28 Ottobre 2007 - 00:12
 
splendido resoconto. Perchè non beatificano pure i morti di guernica? perchè non beatificano pure garcia lorca? sui tg ti do ragione ma occorre avere l'occhio lungo...i preti sono la metà di quelli di vent'anni fa, i fedeli praticanti orami sono 4 gatti e vanno dimuendo...la chiesa morirà superata dalla storia, dalla teconologia...dalla razionalità.
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#2   28 Ottobre 2007 - 02:31
 
Molto interessante, grazie! --Nova
utente anonimo

#3   28 Ottobre 2007 - 09:34
 
Perchè non li beatificano? Perchè ovviamente stavano dall'altra parte, quella della civitas diaboli (capirai, i repubblicani anticlericali, Garcia Lorca addirittura gay!).
Penso che la questione dei mass media sia molto importante e non vada affatto sottovalutata: il loro controllo permette di creare un certo seguito e fomentare parecchia propaganda, invertendo la tendenza di crisi (i primi segni già li vediamo, nell'attivismo aggressivo dei cattolici, politici e non, i partiti praticamente tutti ossequiosi, la religiosità tra i giovani - questo è importante, perchè ne vedremo gli effetti in futuro).
E' vero che i praticanti veri sono pochi, ma la Chiesa riesce a coinvolgere e a porsi come autorità morale su molta più gente (che alla fine "abbozza"). La Chiesa, proprio perchè come struttura è ormai indebolita, punta ai mass media per tirarsi artificialmente a galla: è artificioso, lo sappiamo, ma in tv è l'immagine che conta...
Secondo me dovremmo, come laici, ritagliarci uno spazio mediatico per presentare dati e informazioni che negli altri sono sistematicamente cassate. Io non ho mai sentito su spazi generalisti di dubbi sui santi, sulla religione, ecc. Passa solo il "verbo", scetticismo zero.
E' l'unico modo per tentare di invertire la rotta: perchè quella che incide è la tv.
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#4   29 Ottobre 2007 - 02:11
 
Interessante riflessione e citazioni. Abbiamo riportato il tuo post su vaticano.noblogs.org all'indirizzo http://vaticano.noblogs.org/post/2007/10/29/un-tg-...franco
utente anonimo

#5   29 Ottobre 2007 - 08:57
 
Grazie, vi metterò al più presto tra i link.
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#6   29 Ottobre 2007 - 09:40
 
Ne hanno parlato con tutt'altro tono al tg svizzero di domenica. E' riascoltabile qui:
http://real.xobix.ch/ramgen/rsi/rg/2007/rg_12_10282007.rm
(dal 6:34)
--Nova
utente anonimo

#7   30 Ottobre 2007 - 01:38
 
in italia stiamo sfiorando proprio il ridicolo... ma da una parte va anche bene così.... stanno moltrado la loro vera faccia
utente anonimo

#8   01 Novembre 2007 - 20:23
 
Quindi allora voi sostenete che siccome la Chiesa cattolica ufficialmente appoggiava il golpe franchista allora era giusto ammazzare i preti e le suore senza criterio? Ma poi, scusate una osservazione, voi sostenete che Franco si sarebbe ribellato contro un regime democratico e legittimo. Effettivamente il governo repubblicano era il frutto di libere elezioni ma a quel punto non era più democratico, perlomeno non era del tutto democratico perchè non dimentichiamoci che, martiri cattolici a parte, avvenivano violenze ed uccisioni anche all'interno dello stesso fronte repubblicano. Se erano così democratici i repubblicani spagnoli anti-franchisti allora perchè gli stessi anarchici ed i trotzkisti venivano ammazzati dal governo comunista per motivi di opinione? E' forse democratico ammazzare per motivi di opinione? E perchè i religiosi ed i laici cattolici sospettati di essere franchisti non venivano arrestati e processati da una polizia regolare professionista ed apolitica ma venivano invece trucidati sommariamente da formazioni guerrigliere politicamente schierate che in una democrazia degna di questo nome non dovrebbero avere il compito di amministrare la giustizia? E perchè secondo voi Calvo Sotelo prima di essere assassinato aveva parlato già allora di violenze contro religiosi compiute dalle sinistre? A quel tempo il golpe di Franco non era neppure iniziato, quindi in Spagna c'erano violenze rosse contro i religiosi anche prima che il golpe iniziasse.....non sarà allora forse vero che la Chiesa spagnola è stata costretta a schierarsi con Franco perchè ha dovuto difendersi dal fatto che i suoi preti venivano uccisi già da prima?
utente anonimo

#9   02 Novembre 2007 - 14:59
 
Prima di tutto non capisco il riferimento al "voi": forse si pensa che faccio parte di una sorta di lobby massonico-laicista...
Ho scritto esplicitamente che non intendevo giustificare l'uccisione di religiosi. Si rilegga meglio il testo.
Le violenze avvenivano da entrambe le parti ed era una situazione instabile: i morti nella zona franchista sono stati molti di più (forse quelli sono "meno" morti di altri perchè non portavano l'abito talare?).
Questo discorso della Chiesa che poverina, deve sempre difendersi da complotti e violenze mi sembra abbastanza grottesco: penso che ci siano responsabilità sia da una parte che dall'altra. Non è che gli anticlericali sono diventati così per caso, perchè gli andava o perchè traviati dal demonio: molto probabilmente - per usare un'eufemismo - la Chiesa cattolica si era attirate molte inimicizie per l'appoggio sociale che dava alle forze conservatrici e reazionarie.

Il mio commento era riferito alla recente strumentalizzazione papale e all'opera di revisionismo storico che ne consegue.

Omaggio alla Catalogna di Orwell l'ho letto anch'io, quindi so bene quali fossero le dinamiche interne allo schieramento repubblicano.
Il golpe di Franco era già in progetto da parecchio tempo prima: sarebbe ingenuo pensare il contrario.



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#10   02 Novembre 2007 - 18:22
 
La chiesa è abituata a questi giochi di prestigio. Ma addiritura riesce a sfruttare a proprio vantaggio situazioni che la mettono a disagio. Prendi in tempi passati il problema che rappresentò San Francesco, oppure in tempi più recenti Padre Pio, ma ce ne sarebbero tanti altri. Una volta morti sono stati santificati, la propaganda sulla povertà che tanto aveva contestato con loro in vita torna molto utile con la loro morte! Tirano l'acqua al loro mulino come in questo caso che potevano risparmiarsi, ma sanno che il tempo è il loro migliore alleato. La gente alla lunga dimentica, e vedrai che qualcuno di questi nuovi santi ci regalerà alla fine anche qualche miracolo, visto che la fede si regge proprio sui miracoli. Ciao.
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#11   02 Novembre 2007 - 19:13
 
Si, il problema è anche che la Chiesa sa benissimo strumentalizzare la santità, perchè permette di stendere un velo di devozione sopra i fatti storici, distorcendoli e focalizzando l'attenzione sui "martiri" (giocando sull'emotività). Poi il tempo passa e l'azione diversiva fa il suo corso, con il popolino che urla al miracolo di fronte a cosa "insolite" (o mostrate come tali, quando invece sono molto piùn "normali" di quanto non si pensi) e la Chiesa - che ha ingenerato quello stesso circolo vizioso fideistico con l'indottrinamento - allontana ancora di più l'attenzione sulle questioni storiche e sociali di fondo (più "laiche" e, a dirla tutta, molto più interessanti).
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#12   10 Novembre 2007 - 11:33
 
è uno schifo - dawoR***
utente anonimo

#13   12 Novembre 2007 - 12:04
 
ciao, ho conosciuto il tuo blog, segnalto da Rosalba Sgroia, condivido il 100% di quello che dici sulla guerra di spagna, furono commessi eccessi da ambo le parti, ma si fanno santi solo i franchisti.
che schifo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ienapiangens

#14   26 Novembre 2007 - 00:26
 
"Come afferma anche Josè Bergamin, uno scrittore cattolico, prima della rivolta di Luglio in Spagna non venne assassinato neanche un prete o un monaco." Mah! Io con buona pace di Deschner e di questo Josè Bergamin avrei qualche dubbio, perchè il documento sui martiri spagnoli mi pare che dica che i neobeatificati sarebbero stati uccisi tra il 1934 ed il 1937, e dal momento che la guerra civile è iniziata nel Luglio del 1936 ciò significa che ci sono stati dei preti assassinati anche prima del Luglio del 1936. Inoltre ricordo che l'alzamiento franchista è iniziato pochissimi giorni dopo che era stato assassinato l'uomo politico cattolico Calvo Sotelo, il movente di tale omicidio politico risiedeva nel fatto che lui aveva appena pronunciato un discorso al Parlamento spagnolo dove denunciava delle violenze contro sacerdoti, chiese e conventi. Sotelo era stato minacciato durante il suo discorso di denuncia di tali violenze dalla stessa Dolores Ibarruri che gli aveva detto "Questo è il tuo ultimo discorso". Domanda: se Calvo Sotelo denuciava violenze contro la Chiesa già prima che il golpe iniziasse vuol dire che queste violenze c'erano già o no? E poi i libri di storia dicono che gli uccisori di Calvo Sotelo non sarebbero stati comuni terroristi o guerriglieri, ma agenti della polizia di Stato della Repubblica spagnola denominati Grupos de Asalto. Altra puntualizzazione: di solito si dice che la Repubblica spagnola era una democrazia solo perchè le sinistre avevano vinto le elezioni, come se questo fosse sufficiente, ma una democrazia degna di questo nome dovrebbe avere una polizia totalmente apolitica ed imparziale, non una polizia di parte che assassina gli esponenti dell'opposizione. In conclusione Franco fu certamente un dittatore, ma non è che prima ci fosse sta gran democrazia.
utente anonimo

#15   26 Novembre 2007 - 00:43
 
In quanto poi alla questione della Chiesa che beatifica i cattolici vittime della Repubblica spagnola ma non i cattolici vittime di Franco, ciò a mio avviso non significa affatto che la Chiesa giustifica l'uccisione di questi ultimi. Dal punto di vista della Chiesa i primi sono da santificare solo perchè sono stati assassinati in quanto non hanno voluto abiurare alla loro fede, mentre i secondi (i cattolici assassinati dai franchisti cioè) sono stati assassinati(per quanto ingiustamente) per motivi meramente politici, nessuno franchista che io sappia ha chiesto loro di rinuciare alla fede cattolica per aver salva la vita. Tra l'altro mi preme rimarcare che i documenti storici dicono che ai martiri, prima di ammazzarli, i comunisti chedevano di rinunciare alla religione cattolica e di bestemmiare, se il motivo della loro soppressione fosse stato che erano franchisti al limite gli avrebbero chiesto di rinnegare la loro fedeltà a Franco non credete? non certo di rinnegare la fedeltà al cattolicesimo.
utente anonimo

#16   26 Novembre 2007 - 00:54
 
Altra cosa, da quale fonte qualcuno di voi(dico voi solo perchè siete in tanti in qesto sito, quindi non so a chi rivolgermi d preciso) trae il fatto che nei territori controllati dai repubblicani le violenze avvenivano solo in una fase iniziale di vuoto di potere e non avvenivano quasi più successivamente? E da quali fonti traete il fatto che i massacri compiuti dai repubblicani sarebbero stati di meno dei massacri compiuti dai franchisti? Esistono fonti serie e sopratutto IMPARZIALI in grado di provare ciò al di là di qualunque affermazione autoreferenziale? Che ci sono stati crimini da ambo le parti lo sanno tutti, ma forse sono i numeri che non si sanno.
utente anonimo

#17   27 Novembre 2007 - 00:20
 
Ripeto che la situazione era ambivalente: le violenze c'erano da una parte e dall'altra, e il governo ha avuto chiaramente le sue responsabilità; ma da qui a rivalutare Franco ce ne dovrebbe correre. Il biennio precedente al 36 (chiamato non a caso "nero") aveva visto la vittoria delle forze clerical-conservatrici, con conseguente demolizione delle innovazioni sociali, laiche e democratiche del precedente governo di ispirazione laica .Parlare solo di Sotelo (di cui i particolari si conoscono e che è abbastanza superfluo citare, a meno che non si voglia puntare sull'emozione che possono suscitare) e ignorare il resto non mi pare corretto. Inoltre, proprio perchè il clima in Spagna era caldo, già molti mesi prima era stato pianificato il golpe, che ha preso come spunto la morte di Sotelo.
Il problema è che durante la guerra civile spagnola la compenetrazione franchisti-clericali-cattolici fu abbastanza profonda e imbarazzante: ci sono molte dichiarazioni ufficiali della Chiesa - alcune le ho riportate - in cui si appoggia chiaramente la rivolta, la guerra e di fatto l'uccisione dei nemici, al di là dei sofismi che vengono imbastiti per giustificare degli inconcludenti distinguo (che sanno tanto di "logica" teologica).
Ancora col voi: il redattore del sito, quello che scrive, è uno, ovvero io.
Per le fonti storiche, direi che una buona è P. Preston, La guerra civile spagnola.
Se per fonti imparziali vorresti dire quelle vaticane, o di autori filofranchisti o clericali, ovvero fondate sulla base di una concezione ideologico-religiosa che è molto più condizionante... beh, accusare me di essere imparziale mi ricorda la storia del bue che dice cornuto all'asino, come minimo.
I numeri parlano abbastanza chiaro, sull'entità delle morti e delle repressioni: Preston dice che i morti nelle zone dei repubblicani furono 55.000; in quelle dei franchisti si parla di almeno 200.000, senza contare la repressione successiva.
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#18   09 Dicembre 2007 - 19:59
 
Di che tendenze politiche sarebbe lo storico Paul Preston? Di sinistra? Di centro? Apolitico? E' inglese o americano? Tu dici che le violenze c'erano da entrambe le parti, già, ma i rossi avrebbero iniziato prima dei franchisti, dal momento che c'erano violenze contro i preti anche prima che Franco iniziasse la sua ribellione, tu non credi che in qualche modo abbia importanza sapere chi ha iniziato per primo? E poi che diritto avevano i rossi di prendersela perchè Franco si ribellava militarmente contro un governo legittimo in quanto liberamente eletto se solo due anni prima, nel 1934, gli stessi rossi avevano fatto la tentata insurrezione delle Asturie perchè non accettavano il risultato delle elezioni vinte in quel caso dal centro-destra di Gil Robles? Forse che l'obbligo di accettare il risultato delle urne ce l'avevano solo le destre? Tu dici che il golpe di Franco era pianificato da tempo? Da quello che leggo a proposito della rivolta delle Asturie mi pare che anche i rossi pianificavano da tempo una presa violenta del potere, è nato prima l'uovo o la gallina?
utente anonimo

#19   09 Dicembre 2007 - 20:30
 
Altra cosa: tu parli dello storico Preston ed io ignoro se sia imparziale o meno, io in giro su internet invece ho letto di un altro storico dal nome anglosassone, un certo Hugh Thomas che qualcuno qualifica come storico "di sinistra" , il quale però a proposito della Repubblica spagnola nata nel 1931 afferma che "Mai, nella storia d'Europa e forse in quella del mondo, si era visto un odio così accanito per la religione ed i suoi uomini." Un'altro storico che qualcuno definisce come antifranchista ed esule dalla Spagna dopo la vittoria di Franco sarebbe stato Salvador de Madariaga, a lui si attribuisce la seguente affermazione "Nessuno che abbia insieme buona fede e buona informazione può negare gli orrori di quella persecuzione: per anni bastò il solo fatto di essere cattolico per meritare la pena di morte, inflitta spesso nei modi più atroci." Non dimentichiamo che persino il famoso giornalista comunista Enrico Deaglio recentemente avrebbe addirittura fatto l'elogio di Franco dicendo qualcosa come "per me Franco è una rivelazione, perchè durante la Seconda Guerra Mondiale ha salvato più ebrei lui di qualunque paese democratico sia di quelli neutrali, sia di quelli che combattevano contro Hitler."
utente anonimo

#20   17 Dicembre 2007 - 21:43
 
Davvero un bel blog. Complimenti
utente anonimo

#21   22 Gennaio 2008 - 16:28
 
Ciao.
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Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bufuluto

#22   11 Febbraio 2008 - 12:19
 
Caro Furio, saranno rimasti 4 gatti, ma fanno per 400! Appunto perchè stanno estinguendosi, si attivano con ancor più grande veemenza!
utente anonimo

#23   11 Febbraio 2008 - 12:50
 
utente anonimo 18.... "Chi comincia prima, chi comincia dopo"... Ma che razza di giustificazioni sono? Ma credi che la "ragione" si basi su queste puerilità?
utente anonimo

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